Dalla mulattiera alla catena di approvvigionamento

Dalla mulattiera alla catena di approvvigionamento

Dalla mulattiera alla catena di approvvigionamento

Dalla mulattiera alla catena di approvvigionamento

All’inizio del XVIII secolo, il commerciante originario di Coira, Thomas Massner, guadagnò una fortuna trasportando merci valicando i passi grigionesi – cimentandosi oltretutto nel contrabbando e nello spionaggio. La sua storia racconta ciò che, da secoli, contraddistingue i Grigioni: chi controlla catene di approvvigionamento alpine ha il coltello dalla parte del manico. Ed è tuttora così – con l’unica differenza che sono cambiati gli strumenti.

Testo: Prof. Dominic Käslin / Immagini: Museo retico di Coira

Thomas Massner era, in realtà, uno spedizioniere. Trasportava merci dall’Italia settentrionale in Germania del sud valicando i passi grigionesi: seta milanese, vetro veneziano e sale. Un commercio che, a prima vista, può sembrare poco spettacolare ma all’inizio del XVIII secolo, nel pieno della Guerra di successione spagnola, fu proprio questa attività a renderlo ricco – poiché i Grigioni avevano una posizione strategica tra i blocchi di potere europei. Tale ruolo economico era tuttavia appena iniziato. Come evidenzia un articolo del Blog del Museo nazionale svizzero, il modesto spedizioniere si trasformò in un doppiogiochista e nel re del contrabbando – entrando così nella storia dei Grigioni. Quello che, per quanto riguarda Thomas Massner, può sembrare una carriera straordinaria era, in realtà, l’ingranaggio di un sistema. Ciò che contraddistingue la sua attività è la fitta rete di percorsi e relazioni che interessavano all’epoca i Grigioni.

Ogni valle l’anello di una catena 

Già nel Medioevo, i Grigioni vantavano un proprio sistema di trasporto: le cosiddette «Porten», ovvero cooperative di trasporto. Comuni come Schams, Rheinwald e Mesolcina avevano il diritto esclusivo di trasportare merci valicando il proprio tratto del passo. Ogni valle era l’anello di una catena – ogni anello era indispensabile. La consegna delle merci da una «Porte» all’altra seguiva regole prestabilite – un sistema a più livelli che garantiva responsabilità, rapidità e qualità. Si sviluppò così una rete che collegava l’Europa settentrionale ai centri commerciali italiani – senza algoritmi ma con impressionante affidabilità, nonostante le sfide geografiche che sono state immortalate in nomi come «Via Mala».
 

Sulle mulattiere grigionesi, i cavalli collegavano le aree commerciali europee alle Alpi: cavalli da soma in Prettigovia (1907-1930).

Pepe, seta e l’eco dell’Oriente

L’attività che interessava i passi grigionesi andava ben oltre il trasporto merci regionale. Da Venezia e Genova giungevano nei Grigioni merci che provenivano dall’area araba e dall’Asia: pepe, cannella, zafferano e noce moscata divennero spezie irrinunciabili nelle cucine della nobiltà europea. Ciò valeva anche per la seta pregiata, le cui tecniche di tessitura erano giunte in Italia per mezzo di commercianti persiani e arabi. 

Persino il Vescovo di Coira si fece coinvolgere in tali legami: la Diocesi di Coira controllava passi strategici divenendo così direttamente parte della rete commerciale che si estendeva fino alle rive del Mediterraneo e oltre. Relazioni diplomatiche, proventi doganali, diritti di transito: il potere «terreno» del Vescovo dipendeva, in larga misura, dal fatto che i flussi di merci attraverso i passi da esso controllati non si esaurissero. Ciò che al Cairo o a Damasco veniva caricato sulle carovane, pochi mesi dopo poteva essere trasportato attraverso la gola della Viamala.

La varietà come sottoprodotto
Attraverso il Passo dello Julier e il Passo Septimer – entrambi sfruttati già dai Romani, come testimoniano le tracce di ruote tuttora presenti nella roccia – non giungevano solo merci ma anche lingue, ricette nonché usi e costumi. Gli idiomi romanci, conservatisi fino a oggi nelle valli grigionesi, contengono tracce del latino giunto, attraverso i passi, con le Legioni romane. La lingua italiana presente in Val Mesolcina e in Valposchiavo testimonia lo stretto legame secolare con la Lombardia. La lingua tedesca avanzò, da nord, nei Grigioni insieme a coloni e commercianti alemanni. Tre lingue ufficiali, dozzine di dialetti: sono l’eco di uno scambio di beni protrattosi per secoli. Chi commercializza merci diffonde anche sempre cultura.

All’epoca parte di una fitta rete commerciale alpina tra nord e sud: valico e ospizio sul Passo dello Julier (1906).

Nel 1888 ci fu un’ulteriore svolta: l’imprenditore olandese Willem Jan Holsboer – giunto, in realtà, a Davos per motivi di salute – portò avanti la costruzione della ferrovia a scartamento ridotto Landquart-Davos dando così vita alla Ferrovia retica. Ciò che i mulattieri trasportavano nell’arco di diversi giorni valicando i passi, grazie alla ferrovia giungeva a destinazione in qualche ora. Il progetto di Willem Jan Holsboer andò ben oltre Davos – nei decenni successivi, la rete ferroviaria si espanse. La linea dell’Albula attraversava le Alpi grazie ad audaci viadotti e gallerie elicoidali – e nel 2008 è stata dichiarata, insieme alla tratta ferroviaria del Bernina, patrimonio culturale mondiale dell’UNESCO. Il principio non è tuttavia mutato dai tempi dei mulattieri: i Grigioni fungevano da corridoio tra nord e sud. Dalle cooperative di trasporto alle spedizioni di Thomas Massner fino alla ferrovia, ogni epoca ha trovato la propria risposta al medesimo quesito: come trasportare le merci attraverso le Alpi in sicurezza e rapidità? 

Passaggio dalla via dei mulattieri all’asse di trasporto moderno attraverso i Grigioni: l’Engadin Express sul viadotto dell’Albula III sopra Bergün.

Rete logistica digitale
Chi pensa che la logistica alpina sia defunta si sbaglia. Ad esempio, la posizione di Domat/Ems per la supply chain del Gruppo industriale chimico specializzato grigionese EMS-CHEMIE HOLDING AG è fondamentale per la gestione di catene di approvvigionamento globali di polimeri ad alte prestazioni. Lo stesso vale per il Gruppo industriale high-tech Hamilton con sede a Bonaduz e a Domat/Ems che fornisce apparecchiature medicali a ospedali di tutto il mondo. Da Coira e Landquart, il Gruppo industriale Würth rifornisce imprese commerciali dislocate nel mondo – just in time, dai Grigioni. Sono cambiati gli strumenti: oggi, più che la conoscenza del territorio servono analisi dei dati, gestione dei processi e interazione digitale.

Presso il Centro di economia aziendale della SUP Grigioni, tale transizione viene accompagnata e promossa a livello accademico. Il corso di studio bachelor part-time Digital Supply Chain Management forma future esperte e futuri esperti nonché manager in grado di creare esattamente tale connubio: tradizione e tecnologia, competenza alpina e algoritmi. Ciò che all’epoca usava Thomas Massner – percorsi, conoscenza e sensibilità per i collegamenti – viene oggi ripensato e rivalutato. Determinati vantaggi in termini di ubicazione rimangono per sempre – vengono ulteriormente sviluppati.

Centro di economia aziendale

Grazie alla possibilità della formazione duale, il Centro di economia aziendale è strettamente collegato al mondo economico regionale. La tradizione grigionese della varietà nel senso di scambio culturale viene riproposta nel corso di studio Digital Supply Chain Management – non per ultimo grazie alle studentesse e agli studenti con il proprio variegato background:

  • 13 Cantoni nonché Germania e Austria come luogo di residenza
  • 18 diversi ambiti di formazione preliminare – dalla maturità professionale al master
  • 19 diverse nazionalità
  • 24 campi professionali diversi – dall’apprendistato come impiegata o impiegato di commercio alla polimeccanica e alla biologia fino alla tecnologia dell’informazione, al commercio e al settore alberghiero
  • 30 anni di differenza tra le studentesse e gli studenti più giovani e quelli più grandi
     

Letteratura

  • Bavier, S. (1878). Die Strassen der Schweiz: gedrängte Darstellung ihrer historischen Entwicklung und ihres gegenwärtigen Bestandes mit einem Anhang: über das schweizerische Postwesen. Orell Füssli
  • Businger, N. (2026). Der Schmugglerkönig von Chur. Blog zur Schweizer Geschichte – Schweizerisches Nationalmuseum. https://blog.nationalmuseum.ch/2026/01/der-schmuggelkoenig-von-chur/
  • Camartin, I. (2011). Aus den Anfängen der Rhätischen Bahn (P. Pfeiffer, Ed.). AS Verlag
  • Mathieu, J. (2015). Die Alpen. Raum – Kultur – Geschichte. Reclam
  • Pieth, F. (1982). Bündnergeschichte (2. Auflage). F. Schuler

Testo di

Prof. Dominic Käslin, Responsabile del corso formativo, Centro di economia aziendale